Servizio specialistico

Recupero Dati

Recuperiamo i dati anche quando gli altri rinunciano

Recupero dati da dispositivi distrutti, allagati o non avviabili.

20 minuti

Tempo medio per interventi standard. Te lo diciamo prima.

Garanzia 12 mesi

Sul pezzo sostituito. Si rompe? Te lo rifacciamo.

2.700+ recensioni

4.9/5 di rating medio su Google. Sede di Nocera.

Risposta in 5 minuti

Mandi una foto del danno su WhatsApp, ti diciamo costo e tempi.

Come funziona

Servizio specialistico di recupero dati che opera anche quando il dispositivo non è più riparabile. Estraiamo memoria flash dalla scheda madre, leggiamo direttamente i chip NAND, ricostruiamo file system corrotti. Procedura non distruttiva quando possibile.

Casi tipici: dispositivi caduti in acqua di mare, schede madri bruciate, codici dimenticati con dati non backuppati. Quotazione caso per caso.

Il recupero dati serve a salvare foto, video, contatti, chat e documenti da un dispositivo che non te li restituisce più, anche quando non è più riparabile. Lavoriamo su telefoni, iPhone, hard disk, SSD e schede di memoria caduti in acqua, non avviabili o con scheda danneggiata. Diagnosi gratuita e una regola chiara: paghi solo se recuperiamo i dati. I tuoi file restano riservati e vengono cancellati dopo la consegna.

A cura del team di Subito Riparato, guidato dal fondatore Daniele Vietri.

Banco di lavoro del laboratorio di Nocera Inferiore dove eseguiamo il recupero dati

Cos'è il recupero dati e quando serve davvero

Il recupero dati è l'operazione con cui estraiamo le informazioni contenute in un dispositivo che ha smesso di restituirtele: foto, video, rubrica, messaggi, note, documenti. È un servizio diverso dalla riparazione, ed è una differenza che cambia tutto. La riparazione punta a rimettere in funzione il dispositivo; il recupero dati punta solo a salvare il contenuto, indipendentemente dal fatto che l'hardware torni a vivere o finisca nel cassetto.

Un telefono può essere economicamente irreparabile e avere comunque dentro una memoria perfettamente leggibile. Lo schermo è morto, la scheda è bruciata in un punto, il connettore non carica più: per te il dispositivo è spento per sempre, ma i dati spesso sono ancora lì, fisicamente intatti dentro il chip di memoria. Il nostro lavoro è arrivare a quel chip e leggerlo, anche quando il telefono nel suo insieme non tornerà mai più a funzionare.

La memoria di uno smartphone, di un SSD o di un hard disk è un componente separato dal display, dalla batteria e dal connettore di ricarica. Sono proprio questi ultimi a guastarsi più spesso, mentre il chip che custodisce i tuoi ricordi resta integro: è questo il margine su cui lavoriamo. Vale anche per i computer: in un hard disk o in un SSD i dati vivono su piatti magnetici o su chip di memoria che spesso sopravvivono al guasto della scheda elettronica, dell'alimentatore o del connettore.

Nella maggior parte dei casi un dispositivo che non si accende non significa affatto dati persi: significa solo che la strada normale per arrivarci è chiusa e ne va aperta un'altra. Per questo, quando i dati contano davvero e non hai un backup recente, il recupero va tentato prima di rassegnarsi a buttare il dispositivo. Una regola pratica vale per tutti i casi: meno tocchi il dispositivo dopo il guasto, più alte restano le probabilità di recupero. Ha senso chiedercelo quando ti trovi in una di queste situazioni:

  • Il telefono è caduto in acqua (mare, piscina, WC) e non si accende più, ma contiene foto e video mai salvati altrove.
  • Lo schermo è nero o rotto e non riesci a sbloccarlo per fare il backup, anche se il dispositivo sembra ancora vivo.
  • Il telefono non si accende del tutto: nessuna vibrazione, nessun logo, nessun segno di vita.
  • La scheda madre ha subito un danno (corto, sovratensione da caricatore non conforme, urto) e il dispositivo è morto.
  • Un hard disk, un SSD, una chiavetta USB o una scheda SD/microSD non viene più letto dal computer.
  • Hai cancellato per errore file importanti e non hai un backup da cui ripristinarli.

Come recuperiamo i dati: le tecniche di laboratorio

Ogni recupero parte dalla diagnosi. Apriamo il dispositivo e lo esaminiamo al microscopio digitale per capire dov'è il guasto: una pista interrotta, un chip in corto, corrosione da liquido, un connettore strappato. Solo dopo aver capito cosa è successo scegliamo la strategia, perché un telefono allagato e un telefono che non si accende richiedono interventi del tutto diversi.

Quando il problema nasce da un liquido, il primo passo è il lavaggio chimico a ultrasuoni: rimuove ossidazione e residui corrosivi che il liquido ha lasciato sulla scheda e che, se non trattati, continuano a mangiare le piste anche a dispositivo spento. È spesso la differenza tra una scheda recuperabile e una persa, ed è anche il motivo per cui il fattore tempo conta così tanto nei danni da liquido.

Se la scheda ha un danno circoscritto proviamo la via meno invasiva: ripristinare l'alimentazione quel tanto che basta perché la memoria torni leggibile. Qui lavoriamo in microsaldatura con stazione BGA, hot air gun controllato e stazioni di rework, sotto microscopio: ricostruiamo piste interrotte, sostituiamo componenti in corto, rifacciamo le saldature di un chip. L'obiettivo non è sempre far funzionare di nuovo tutto il telefono, ma riportarlo nelle condizioni minime per estrarre i dati.

Quando la scheda è troppo compromessa per ripartire, passiamo alla lettura diretta della memoria. Dissaldiamo il chip di memoria flash (NAND) dalla scheda madre e lo leggiamo con attrezzatura dedicata: è la tecnica del chip-off. A quel punto i dati grezzi vanno interpretati, perché sono organizzati secondo un file system che può essere corrotto: ne ricostruiamo la struttura per rendere di nuovo apribili foto, video e documenti, e non un ammasso di file illeggibili.

Tutto questo si svolge su componenti grandi pochi millimetri, dove un chip di memoria è collegato alla scheda da decine di microsfere di stagno nascoste sotto di lui. Per questo il microscopio non è un dettaglio ma lo strumento di lavoro: senza un ingrandimento adeguato non si vedono le piste sottili come un capello né le saldature da rifare. Lavorare a occhio nudo su una scheda di questo tipo, oltre a non risolvere nulla, rischia di aggiungere danni a quelli già presenti.

Dove possibile lavoriamo con procedura non distruttiva, cioè senza dissaldare nulla e senza alterare il contenuto originale: è la strada che preferiamo, perché lascia il dispositivo nello stato di partenza. Quando il danno non lo permette ricorriamo a tecniche più invasive come il chip-off, spiegandoti prima cosa comportano. Una raccomandazione: non insistere ad accendere o mettere in carica un dispositivo allagato e non affidarti a tentativi fai-da-te, perché ogni accensione di troppo su una scheda bagnata può trasformare un recupero possibile in uno impossibile.

Analisi di una scheda madre al microscopio digitale durante la diagnosi del recupero dati

I casi tipici che affrontiamo

La maggior parte dei recuperi che arrivano in laboratorio rientra in pochi scenari ricorrenti. Riconoscere il tuo aiuta a capire se vale la pena tentare e con quale tecnica probabilmente lavoreremo. In ognuno di questi casi la prima mossa è sempre la stessa, diagnosi prima e decisioni dopo, e in laboratorio arrivano anche dispositivi con guasti misti, ad esempio caduti in acqua e poi messi in carica, dove servono più tecniche in sequenza.

  • Caduto in acqua o acqua di mare: l'acqua salata è la peggiore perché corrode in fretta. Il lavaggio a ultrasuoni è il primo intervento e prima ce lo porti, più materiale si salva. Evita di metterlo in carica o nel riso, perché peggiora le cose.
  • Schermo morto ma dispositivo vivo: il telefono funziona ma non vedi nulla o non riesci a sbloccarlo. Spesso basta sostituire o bypassare il display per estrarre tutto il contenuto senza interventi sulla scheda.
  • Non si accende: può dipendere dall'alimentazione, da un chip o dalla scheda madre. La diagnosi al microscopio ci dice se la memoria è raggiungibile e per quale via arrivarci.
  • Scheda madre danneggiata o bruciata: si interviene con ricostruzione delle piste e microsaldatura per riportarla a leggere, oppure con il chip-off quando non c'è altra strada percorribile.
  • SSD saldato su MacBook (modelli con chip T2 o Apple Silicon): la memoria è saldata alla scheda ed è cifrata. Se il danno è sulla logic board e i chip di memoria sono integri si può tentare; se il componente di sicurezza che custodisce la chiave è compromesso, il recupero può non essere possibile. Lo verifichiamo in diagnosi prima di promettere qualcosa.
  • Hard disk, SSD esterni, schede SD e chiavette USB: dispositivi che il computer non riconosce più, che fanno rumori anomali o che improvvisamente chiedono di essere formattati.

Prezzi e politica: paghi solo se recuperiamo

Il recupero dati non ha un listino fisso, e per un motivo onesto: finché non apriamo il dispositivo e non capiamo l'entità del danno, qualsiasi cifra sarebbe inventata. Lo stesso modello di telefono può richiedere mezz'ora di lavoro oppure tre interventi di microsaldatura più un chip-off. Per questo procediamo così: diagnosi gratuita, poi un preventivo chiaro prima di toccare qualsiasi cosa, senza costi nascosti e senza addebiti a sorpresa.

La regola che ci impegna di più è una sola: paghi solo se recuperiamo i dati. Se dalla diagnosi e dal tentativo non esce nulla di utile, non ti addebitiamo la procedura. Quando invece il recupero riesce, prima di chiederti il pagamento ti mostriamo cosa abbiamo ottenuto, così paghi sapendo esattamente cosa stai riprendendo. I dati recuperati te li consegniamo su un supporto nuovo: un disco, una chiavetta o direttamente sul tuo nuovo dispositivo, nel formato più comodo per te. E se durante la lavorazione cambia qualcosa rispetto alla diagnosi iniziale, ti aggiorniamo prima di andare avanti.

I tempi dipendono dal tipo di danno e te li indichiamo nel preventivo: un recupero per schermo rotto si chiude in fretta, un chip-off su una scheda allagata richiede più lavorazioni e quindi più giorni. Una precisazione utile: se il dispositivo, oltre ai dati, è anche riparabile e vuoi rimetterlo in uso, la riparazione segue il nostro listino normale (per esempio un intervento da caduta in acqua va dai 49 ai 299 euro) e su quella vale la garanzia di 12 mesi. Il dato recuperato, invece, per sua natura non può avere una garanzia: ti consegniamo ciò che siamo riusciti effettivamente a leggere.

Tecnico manipola con i guanti i componenti della scheda per estrarre la memoria

Quando il recupero non è possibile (o non conviene)

Promettere un recupero al 100% sarebbe disonesto e preferiamo dirtelo prima. Ci sono situazioni in cui i dati non si recuperano e altre in cui tentare non conviene, e in entrambi i casi la diagnosi serve proprio a capirlo in anticipo. Diffida di chi ti garantisce il recupero senza aver nemmeno aperto il dispositivo, perché prima della diagnosi nessuno può saperlo davvero.

Non si recupera quando la memoria è fisicamente distrutta: un chip frantumato, fuso da un incendio o da un cortocircuito violento non è più leggibile, né con noi né con nessuno. Allo stesso modo, se i dati sono stati sovrascritti da nuovi salvataggi o da un ripristino già completato, la parte sovrascritta è persa: nessuna tecnica riporta indietro ciò che è stato riscritto sopra.

C'è poi il tema della crittografia. Molti dispositivi moderni cifrano la memoria e la chiave è legata al codice di sblocco o a un componente di sicurezza interno: se quel componente è danneggiato in modo irreversibile o il codice è perso, i dati possono restare leggibili come blocco grezzo ma indecifrabili. In questi casi te lo diciamo in diagnosi, senza farti spendere per un tentativo senza speranza.

Infine c'è il non conviene: a volte il danno è così complesso che il costo del tentativo non è proporzionato al valore di ciò che c'è dentro. Se ce ne accorgiamo te lo segnaliamo e decidi tu, con i numeri davanti. Il nostro lavoro è darti una valutazione realistica, non venderti una speranza: preferiamo un cliente informato a una promessa che non possiamo mantenere.

Perché affidarti al nostro laboratorio

Il recupero dati è un servizio specialistico e lo trattiamo come tale. Gli interventi si svolgono nel laboratorio di Nocera Inferiore, attrezzato per il lavoro sulla scheda madre: stazione BGA professionale, microscopio digitale, hot air gun controllato, stazioni di rework e lavaggio chimico a ultrasuoni. È la stessa attrezzatura con cui si affrontano le riparazioni più complesse a livello di scheda, ed è ciò che permette di passare, sullo stesso dispositivo, dal lavaggio alla microsaldatura fino al chip-off senza spostarlo altrove.

La sede di Cava invia qui gli interventi specialistici, così ogni recupero passa dalle stesse mani e dalla stessa attrezzatura. A occuparsene sono sei tecnici full-time, non un terzista occasionale: significa continuità, metodo e una persona di riferimento che segue il tuo caso dall'inizio alla consegna. Il dispositivo non viaggia tra più mani o più laboratori, e ogni passaggio in meno è un'occasione in meno perché qualcosa vada storto.

Sul fronte riservatezza l'impegno è concreto: i dati che recuperiamo restano riservati, non vengono divulgati a nessuno e non li conserviamo oltre la consegna. Una volta che hai ricevuto i tuoi file, le copie presenti sui nostri sistemi vengono eliminate.

Non devi essere in Campania per affidarci un recupero. Con Subito Express spedisci il dispositivo da tutta Italia con spedizione gratuita andata e ritorno e durante l'intervento documentiamo la procedura con foto e video, così segui cosa accade al tuo dispositivo anche a distanza, con la stessa trasparenza di chi te lo porta di persona in laboratorio.

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